Elementare Watson – “Sherlock Holmes Gioco di ombre” la nostra recensione

A causa di una serie di attentati dinamitardi, le relazioni fra Francia e Germania sono altissime e si teme lo scoppio di una guerra. Tuttavia Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) è certo che dietro agli attentati ci sia in realtà la mano del professor James Moriarty (Jared Harris). aiutato dal fedele Watson (Jude Law), dal fratello Mycroft (Stephen Fry) e daalla zingara Sim (Noomi Rapace) Holmes cercherà di contrastare il geniale professore in una battaglia di astuzie e colpi d’ingegno.

A due anni di distanza dal primo Sherlock Holmes, esce il sequel che trae ispirazione sia dal fumetto di Lionel Wigram e dal racconto originale di Arthur Conan Doyle L’ultima avventura. Il mix di azione, giallo, combattimenti è comicità è rimasto inalterato e anzi aumenato. Più combattimenti, più azione, più comicità e meno giallo. Infatti la trama in questo sequel è un po’ telefonata ei colpi di scena non sorprendono lo spettatore più di tanto (ad eccezione del finale), inoltre alcuni comprimari, come l’ex colonello Moran (Paul Anderson), la stessa zingare Sim o il capo degli Anarchici (Eddie Marsan) risultano molto stereotipati.

Tuttavia il regista Guy Ritchie (Snatch-Lo strappo) è molto bravo con le immagini (la scena della fuga di Holmes e compagni in mezzo ad una foresta innevata fra pallottole e colpi di mortaio è semplicemente fantastica) con un uso abbondante ma non eccessivo della chromakey (gli attori recitano su uno sfondo blu o verde sul quale viene montato uno sfondo al computer), per quanto non originalissima la scenneggiatura, grazie a frequenti e sapienti cambi di ritmo, tiene avvinto lo spettatore senza annoiarlo mai.

Praticamente perfetti i personaggi maschili, a cominciare da Jared Harris (Dead Man), Jude Law (A.I. Intelligenza artificiale) e Downey Jr. (Iron Man). Se il primo è praticamente perfetto nel ruolo del professor Moriarty, il secondo non è da meno, rivelandosi un bravo attore, un’ottima spalla per lo scatenato Downey Jr., che qui giggioneggia un po’ (il regista, scherzando, affermò il film “…non è con ma è per Robert Downey Jr.”) ma è talmente bravo e simpatico da poterserlo permettere, inoltre i duetti fra lui e Law sono fenomenali, snelliscono la tensione e (cosa più importante) non stonano con la storia. Da antologia la scena di Holmes vestito da donna.

Altra perla è l’attore inglese Stephen Fry (V per Vendetta) nel ruolo del fratello di Sherlock, Mycroft. L’attore rende bene il personaggio descritto da Conan Doyle; un uomo molto intelligente (Nel racconto I piani di Bruce-Partington Holmes arriva addirittura ad affermare “Tutti gli uomini hanno un qualche tipo di specializzazione. La sua è l’onniscienza.”) ma incredibilmente pigro. Anche se compare per poco tempo, Fry/Mycroft si contende la scena con Downey Jr./Sherlock e compiancendo il pubblico con bravura e simpatia.

Per concludere: un film bello, avvicente e divertente, con una bella colonna sonora è un bel ritmo, bravi interpreti e buona sceneggiatura. Peccato che quest’ultima pecchi un poco in sorprese ed originalità, ma il quadro generale riesce a far passare questo difetto in secondo piano.

Curiosità: Il dialogo fra Holmes e Moriarty durante la prima parte della partita a scacchi nel finale del film non era previsto. E’ stato improvissato dau due attori.

 

 

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One Comment

  1. Sono d’accordo su tutta la linea, peccato per il giallo relegato ad un ruolo un po’ marginale. Un piccolo appunto: il capo degli anarchici è interpretato da Thierry Neuvic, mentre Eddie Marsan interpreta l’ispettore Lestrade.
    Grazie dell’attenzione :)

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